LECH LECHÀ לך לך Settimana di arte, cultura e letteratura ebraica שבוע של אומנות, תרבות וספרות עברית TRANI, Barletta, Brindisi, Manfredonia, Roma, San Nicandro Garganico, Sogliano Cavour 25 agosto – 2 settembre 2013

26 Agosto 2013|Posted in: Comuni, Turismo

Dalla filosofia alla musica, dal teatro al cinema, dall’attualità al dialogo Ebraismo-Islam sino alla cucina kasher, dallo studio della lingua ebraica alla Cabalà, allo studio della Torà tutto il giorno sino a notte fonda e alle visite guidate per scoprire i tesori di Puglia, per un totale di 111 eventi in cartellone. Tutto questo è Lech Lechà 2013 la rassegna articolata in XII moduli (convegni, aperitivi letterari, fiera del libro, corsi di lingua ebraica, studio della Torah e della Mishnah, lezioni sulla Cabalà, concerti, cinema, visite guidate ai tesori di Puglia, Cucina Kasher, Yom Shabbath, La notte dell’ebraismo tranese) che vede protagoniste 6 città pugliesi dal 25 agosto al 2 settembre, con un grande concerto finale a Roma, presso la Sala della Protomoteca in Campidoglio. La rassegna che è promossa dall’Assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia, dalla Comunità Ebraica di Napoli e dal Comune di Trani, nonché patrocinata dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e dai Comuni di Barletta, Brindisi, Manfredonia, San Nicandro Garganico e Sogliano Cavour. Direttore artistico: Francesco Lotoro.

Questo il Programma della TERZA GIORNATA (TRANI – MANFREDONIA – BRINDISI – 27 agosto 2013):

TRANI:

Yeshivà
Selichòt
Sinagoga Scolanova
alle ore 00:30

Yeshivà
Tefillà di Shachrìth
Sinagoga Scolanova
alle ore 8:00

Yeshivà
Studio di Torà e Mishnà
Sinagoga Scolanova 
dalle ore 8:30 alle ore 12:00 

Poiché l’ebraismo è innanzitutto studio, colonna portante della Settimana di arte, cultura e letteratura ebraica Lech Lechà di quest’anno è Yeshivà. Il luogo in cui si studia la Torà e la Mishnà è chiamato Beth haMidrash o Yeshivà e, nel periodo che precede le festività ebraiche la Yeshivà è aperta anche a coloro che dedicano poco tempo allo studio. In Babilonia, questi periodi venivano chiamati Yarchè Challà che significa mesi della sposa laddove la sposa è la Torà e lo sposo è il popolo di Israele che studia la Torà. Questi periodi di studio precedevano in particolare la festa di Pesach e le feste autunnali e di conseguenza gli argomenti di approfondimento erano inerenti alle feste che stavano per accadere. Trani è già stata sede storica di una grande scuola di studio biblico e talmudico nonché città che ha dato i natali al grande chacham (dottore della Legge) Isaiah miTrani. Dalle ore 17,00 di domenica 25 agosto sino a poco prima dell’entrata di Shabbath venerdì 30 agosto sarà pienamente operativa la Yeshivà di Trani, prima pietra di una Yeshivà definitiva aperta a tutti coloro che vorranno approfondire i temi legati alle feste autunnali: Rosh haShanà, Kippur e Succoth. Nella Yeshivà si terranno lezioni di analisi e approfondimento sul Libro di Jona (che viene letto nello Yom Kippur), sulle norme della Teshuvà di Mosè Maimonide detto il Rambam, sul Talmud Bavlì, sul pensiero ebraico del diritto al lavoro e sul pensiero di Rav Yosef Dov Soloveitchik (1820 – 1892) nonché studio approfondito della Tefillà, della Torà e dei Profeti, Talmud, Halachà (con particolare attenzione allo studio della kasherut), la posizione degli anusim o marrani nella Halachà, su alcuni trattati della Mishnà e altri argomenti di studio. Le lezioni saranno tenute da rabbini di riconosciuta fama quali Rav Scialom Bahbout (Rabbino capo di Napoli e Italia meridionale nonchè curatore della Yeshivà), Rav Riccardo Di Segni (Rabbino capo di Roma), Rav Giuseppe Laras (già rabbino capo di Milano, oggi Rabbino di Ancona), Rav Yishai Hochman (rav Machshir dell’eruv e della kasherut per la Orthodox Union), Rav Roberto della Rocca (Direttore del Dipartimento Educazione e Cultura dell’U.C.E.I.), Rav Pierpaolo Pinhas Punturello (inviato di Shavei Israel e del Rabbino capo di Napoli e Italia meridionale) e Maskil ing. Gadi Piperno (coordinatore per il Dipartimento educazione e cultura dell’U.C.E.I.).
Contemporaneamente alla Yeshivà partirà il primo Corso per la formazione di Mashghichim (sorveglianti per la kasherut) a cura di rav Scialom Bahbout. Il corso, reso possibile dalla collaborazione tra la Ortodox Union (O.U.) e il Rabbinato di Napoli, avrà la durata di n.16 (sedici) ore; alla fine del Corso i partecipanti sosterranno un esame e, in caso di esito positivo, ciò consentirà loro di collaborare al progetto di certificazione e controllo dei prodotti alimentari nel Meridione sotto il controllo della O.U. e del Rabbinato di Napoli.
Gli interessati dovranno presentare, nell’ambito del modulo Yeshivà, una specifica richiesta di partecipazione al Corso.
 Durante LECH LECHÀ la Sinagoga Scolanova sarà aperta a tutti alle ore 00:30 (a partire da lunedì 26 agosto) per le selicòth che precedono le festività ebraiche dell’anno ebraico 5774, alle ore 8:00 per la Tefillà di Schachrìth, alle ore 17:00 per la Tefillà di Minchà e alle ore 22:00 per la Tefillà di Arvit. Per informazioni consultare il sito www.settimanalechlecha.it  o scrivere a traniebraica@fastwebnet.it
Le Pietre raccontano
Visita trasferta in bus, guida responsabile della visita Luciana Doronzo
ore 8,30 meeting point Piazzetta Scolanova
a Museo Nazionale Archeologico di Manfredonia e Abbazia San Leonardo di Siponto
Il Museo Nazionale Archeologico di Manfredonia ospita attualmente la mostra Venti del Neolitico – Uomini del Rame che racconta delle civiltà umane del Neolitico e della prima Età dei Metalli attraverso una aggiornata rassegna di materiali provenienti da numerosi siti della Puglia settentrionale, risultato di scavi condotti negli ultimi 50 anni da ricercatori della Soprintendenza e di diversi Atenei italiani. Siponto (Sipontum in latino) nel 335 e.v. divenne colonia greca, nel 189 e.v. colonia romana. Nel 1042 contea normanna, venne distrutta da due violenti terremoti tra il 1223 e il 1255, eventi che indussero re Manfredi a ricostruirla in una nuova posizione urbana sotto il nome di Manfredonia, città della quale oggi Siponto è frazione.
In Le pietre raccontano si intende non già avvicinare la Puglia all’ebraismo ma viceversa. Da martedì 27 agosto a venerdì 30 agosto sarà possibile visitare le meraviglie architettoniche, archeologiche e museologiche della Daunia (sito storico di Siponto e città di Manfredonia) e del territorio nord barese–ofantino quali Barletta (Pinacoteca e Castello, Canne della Battaglia), Andria (Castel del Monte) e Trani (Cattedrale, Castello e Sezione Ebraica del Museo Diocesano). Ogni visita guidata prevede il meeting point in Piazzetta Scolanova alle ore 8:30 (visite guidate a Manfredonia e Castel del Monte) e alle ore 9:00 (visite guidate a Barletta, Canne della Battaglia e Trani), orari ai quale si prega di attenersi scrupolosamente. La durata prevista per ogni visita è di circa 3 (tre) ore. La disponibilità del bus è di n. 25 (venticinque) posti. Chiunque voglia partecipare è cortesemente pregato di prenotarsi al cell. 3470095976 oppure presentarsi presso i punti d’incontro all’ora stabilita.
Ulpàn
Corso intensivo di studio della lingua ebraica moderna
(livello fondamentale)
Biblioteca G. Bovio
dalle ore 9:30 alle ore 12:00

L’ebraico è una lingua semitica, si scrive da destra verso sinistra e appartiene alla stessa famiglia della lingua araba, aramaica, amarica, tigrina. Per lingua ebraica (in ebraico ivrit) si intendono quella biblica (o classica) e quella moderna. Il suo alfabeto comprende 22 lettere di valore consonantico e, come quello arabo, non trascrive le vocali; esse sono aggiunte sotto forma di piccoli segni posti sopra o sotto le consonanti. Nel capitolo 10 della Genesi è citato un antenato di Abramo di nome Ever. Nella Bibbia ricorre più volte la parola ivrì (ebreo), mentre il nome della lingua impiegata per la sua redazione è leshòn kòdesh (lingua sacra). Durante il periodo del Secondo Tempio la maggior parte degli ebrei abbandonò l’uso quotidiano dell’ebraico come lingua parlata a favore dell’aramaico. Gli ebrei della Diaspora continuarono ad adoperare l’ebraico solo per la tefillà (preghiera) e lo studio della Torà, mentre nella quotidianità si esprimevano in lingue locali o in altri idiomi come yiddish, giudeo–spagnolo (o ladino), giudeo–romanesco o giudeo–veneziano; l’ebraico continuò a fungere da lingua scritta soprattutto per scopi religiosi, filosofici, scientifici, medici e letterari. Il sec. XIX segnò l’inizio dei movimenti risorgimentali e delle aspirazioni nazionalistiche; il sionismo trasformò l’ebraico in lingua parlata della comunità ebraica in Terra d’Israele (lo yishuv) e per gli ebrei che immigravano nella Palestina ottomana. Eliezer Ben Yehuda, ebreo lituano emigrato in Palestina nel 1881, fu tra i più entusiasti promotori dell’uso volgare dell’ebraico; lui stesso creò nuove parole per i concetti legati alla vita moderna. Sotto il Mandato britannico, l’ebraico divenne terza lingua ufficiale dopo l’arabo e l’inglese; nel 1948 l’ebraico divenne la lingua principale dello Stato d’Israele. 
Il corso si svolgerà a partire dal 26 agosto presso la bibiioteca G. Bovio di Trani con una full immersion quotidiana durante la quale il corso si svilupperà in corso base e corso avanzato. Il corso ha un costo di Euro 40,00 (quaranta/00) da versarsi allo Staff del LECH LECHÀ durante la prima lezione. È necessario inviare una domanda di iscrizione a lechlecha.segreteria@yahoo.it 

Lechà…peritivo
Il nuovo Lunario di Trani
relatore Rav Scialom Bahbout
segue aperitivo
Libreria La Maria del Porto
alle ore 12:00

Il calendario ebraico è il più antico annuario delle civiltà mediterranee e mediorientali; esso si basa su un computo cronologico dalla Creazione del mondo così come descritta nel Libro della Genesi. L’anno ebraico è diviso in mesi lunari di 29 o 30 giorni e comincia nel settimo mese dalla prima luna nuova. Il Lunario di Trani è l’espressione della rinascita dell’ebraismo nel Mezzogiorno d’Italia.

Ogni giorno da lunedì 26 a venerdì 30 agosto alle ore 12:00 presso una tra le locations di Trani che ospitano LECH LECHÀ (Libreria La Maria del Porto, Biblioteca G. Bovio, Auditorium S. Luigi) si terrà un classico aperitivo letterario e musicale tra conferenze su tematiche di carattere storico (Il mistero del codice di Aleppo, Una lettura ebraica di Gesù), riflessioni sul sociale tenute da esponenti del mondo ebraico, islamico e universitario (Alcune proposte di cammino dell’uomo e della società), simposio dedicato al 950mo anniversario della promulgazione degli Statuti Marittimi di Trani e un recital sulla letteratura pianistica dedicata all’adolescenza. Durante e dopo i succitati appuntamenti letterari e musicali sarà possibile degustare una aperitivo rigorosamente kasher.

Chi è rimasto a bottega?
Pranzo kasher sotto sorveglianza rabbinica
Ristorante Il Marchese del Brillo
dalle ore 13:00 alle ore 15:00
Pranzo e cena kasher sotto sorveglianza rabbinica
costo promozionale € 20,00 (venti)

L’ebraismo conferisce particolare attenzione al cibo; il nutrimento materiale è paritetico a quello spirituale, anzi a questi propedeutico. Al cibo, come cucinarlo e prepararlo, sono dedicati fiumi di pagine di Torà, Mishnà e Talmud al punto che è nata una scienza che è disciplina di vita e buona salute, la kasherut. Inoltre non è possibile mescolare latte (o suoi derivati) e car­ne durante lo stesso pasto; ciò deriva dal precetto biblico che afferma non cuocerai il capretto nel latte di sua madre. Il vino ha il posto d’onore nella kasherut, su di esso si recita di Sabato il kiddush. La kasherut raccomanda quali carni o grassi di un animale possano essere mangiati; sono ammessi solo gli animali che contemporaneamente hanno l’unghia spaccata e sono ruminanti. Un’altra regola della kasherut è che un animale debba essere macellato in modo conforme allahalachà. Lo shochèt recide con un taglio netto la vena giugulare e deve esaminare gli organi dell’animale macel­lato per verificare tracce di malattie che renderebbero la carne inadatta al consumo. Il quarto posteriore può essere consumato solo se si estrapola il nervo ischiatico e occorre eliminare dalla carne la massima quantità di sangue. Gli animali marini devono avere sia scaglie che pinne; questo esclude tutti i frutti di mare, molluschi e crostacei. Per tutta la durata di LECH LECHÀ e presso ogni location saranno operativi Stand di editoria e discografia ebraica con una ricca offerta di opere editoriali, saggistica, letteratura religiosa e sociale, romanzi e pubblicazioni recenti di autori ebrei, discografia ebraica tradizionale, religiosa; inoltre, sarà possibile acquistare il kit di LECH LECHÀ (libro+cd+folder+bottiglia di vino o olio kasher), manufatti di artigianato ebraico tranese su ceramica e maiolica lavorati dal centro La Maiolica di Trani e vino kasher.

Yeshivà
a. Tefillà di Minchà
Sinagoga Scolanova
alle ore 15:00

Yeshivà
Studio di Torà e Mishnà
Sinagoga Scolanova
dalle ore 15:30 alle ore 19:00

Ulpàn
Corso intensivo di studio della lingua ebraica moderna
(livello avanzato)
Biblioteca G. Bovio
dalle ore 16:00 alle ore 19:00

Yeshivà
Corso per la formazione di Mashghichim
Sinagoga Scolanova
dalle ore 19:00 alle ore 21:00

Sefarim
Stéphane Mosès, Figure filosofiche della modernità ebraica, edizione italiana tradotta e curata da Ottavio Di Grazia (Lucianoeditore)
presenta il curatore, conduce Francesco Lucrezi segue rinfresco
Biblioteca G. Bovio
alle ore 17:00

Stéphane Mosès (Berlino 1931 – Parigi 2007), ebreo tedesco, ha insegnato alla Sorbona di Parigi e all’Università Ebraica di Gerusalemme, dove fondò il Franz Rosenzeig Research Center for German–Jewish Culture and Literary History. Studioso del pensiero ebraico moderno, si è occupato di filosofi e scrittori come Benjamin, Rosenzweig, Scholem, Levinas, Kafka e Freud. È stato anche un finissimo studioso della Torah e del Talmud. Tra le sue opere ricordiamo Système et révélation. La philosophie de Franz Rosenzweig e L’ange de l’histoire. Rosenzweig, Benjamin, Scholem. Il libro raccoglie le lezioni che Mosès ha tenuto all’Istituto Cattolico di Parigi, dove era titolare della Cattedra Étienne Gilson; l’autore esamina le differenti tipologie di relazioni con i testi della grande tradizione filosofica europea e dei pensatori ebrei presi in esame disegnando una lunga traiettoria del pensiero ebraico moderno da Mendelssohn in poi.

C’è qualcosa che lega indissolubilmente il popolo ebraico ai libri; dalla cultura ebraica della Diaspora o di Israele al mondo cartaceo degli autori, editori e lettori il passaggio è strettamente obbligato. Gli ebrei possiedono il Libro per eccellenza: la Torà, non solo Legge scritta da Dio medesimo e summa della storia dell’Umanità e dell’Universo ma autentico thesaurus della Scienza e della Tecnica sociale che segna i meccanismi dell’intelletto, scaffale di idee e valori utili a esercitare il gusto del progresso, della tolleranza, della libertà d’espressione e di critica, della creatività. La Torà ha reso quello ebraico un popolo all’avanguardia nelle idee, nella scoperta di metodi di ricerca tali da scardinare i misteri del sapere umano e in essi scorgere nuovi significati o ricostruire situazioni inimmaginabili di creatività. Libri di argomento ebraico presentati dagli Autori con la partecipazione di giornalisti e uomini di cultura che con gli Autori approfondiranno i libri presentati sottoponendogli domande proprie o del pubblico. Ogni libro sarà acquistabile presso lo stand a margine della relativa presentazione libraria.

Sefarim
Hélène Metzger. Il metodo filosofico nella storia delle scienze. Testi 1914 – 1939 e lettere raccolti da Gad Freudenthal, a cura di Mario Castellana. (Barbieri–Selvaggi)
presenta il curatore, conduce Andrea Lovato segue rinfresco
Sala Rossa del Castello Svevo
alle ore 18:00

Il volume, con una introduzione di Mario Castellana, è la traduzione italiana di saggi e lettere di Hèlène Metzger nata Hélène Emilie Bruhl (Chatou 1889 – Auschwitz 1944), storica della chimica francese che elaborò una metodologia storiografica che soltanto oggi sta ricevendo una attenzione critica, nonostante sia stata una delle fonti di Thomas Kuhn che la cita nella sua famosa opera del 1962 La struttura della rivoluzione scientifica. La Metzger ha creato negli anni ‘30 un filone dell’ermeneutica contemporanea partendo dalla chimica analogicamente ad Hans Gadamer fornendo un notevole contributo al dibattito sull’importanza strategica per la scienza della storia del pensiero scientifico. Nel volume c’è in appendice l’epistolario utile a comprendere la personalità della Metzger e allo stesso tempo la sua scelta di rimanere in Francia durante l’occupazione nazista, nonostante avesse la possibilità di espatriare. La Metzger rappresenta un caso di resistenza spirituale e razionale contro il Terzo Reich che lei combattè in nome della ragione.

Reshit (Convegni su ebraismo, storia ebraica e Israele a cura di Rav Scialom Bahbout e Francesco Lotoro)
Ebraismo e Islam; linguaggi diversi dell’unico Dio di Abramo
relatori Imam Yahya Pallavicini, Rav Scialom Bahbout
modera Ottavio Di Grazia
Biblioteca G. Bovio
alle ore 19:00

Islam ed Ebraismo non sono due mondi a parte e le diverse fratture storiche non cancellano le innumerevoli somiglianze, dal monoteismo alla proibizione di alcuni cibi a una visione comune dell’uomo nel suo rapporto con il trascendente. Islam ed Ebraismo hanno ancora tanto da dirsi e da mutuarsi per un dialogo che non è tra estranei ma tra fratelli e discendenti di Abramo padre di tutti i popoli del Mediterraneo.

Chi è rimasto a bottega?
Cena kasher sotto sorveglianza rabbinica
Ristorante Il Marchese del Brillo
dalle ore 21:00 alle ore 23:00
Pranzo e cena kasher sotto sorveglianza rabbinica
costo promozionale € 20,00 (venti)

Yeshivà
Tefillà di Arvìt
Sinagoga Scolanova
alle ore 22:00

MANFREDONIA

Sefarim
Benedetto Ligorio. Federico II. Ebrei, castelli e ordini monastici in Puglia nella prima metà del XIII secolo (Artebaria)
presenta l’Autore, conduce Paolo Cascavilla
Palazzo Celestini
alle ore 18:00
Il volume si compone di tre saggi. Nel primo si traccia un quadro delle attività economiche degli ebrei nelle città pugliesi del Regno di Sicilia e una prospettiva sulla politica di protezione da parte dell’Imperatore nei riguardi delle comunità ebraiche. Nel secondo si analizzano le motivazioni che spingono l’Hohenstaufen a costruire una corona di castelli in Puglia sotto il controllo regio e a dotarsi di macchine belliche nei conflitti con i Comuni dell’Italia settentrionale. Infine ampio spazio è dedicato ai rapporti dell’imperatore con ordini monastici e monastico–cavallereschi.

Reshit
Eliezer Ben Yehuda e il sogno sionista della lingua ebraica
relatori Piero Di Nepi, Ugo Volli
modera Paolo Cascavilla
Palazzo Celestini
alle ore 19:30

Eliezer Ben Yehuda (nato Eliezer Isaac Perelman Elianov) nacque il 7.1.1858 a Luzhky (città bielorussa allora appartenente al Governatorato russo di Vilna), studiò in una yeshivà ma a 17 anni abbracciò la causa sionista. Trasferitosi a Parigi nel 1878 per studiare medicina alla Sorbona, si scontrò con lo scetticismo di gran parte dell’intellettualità ebraica e degli illuministi liberali dell’Haskalà circa il futuro dell’ebraico, anche in una prospettiva sionista di ritorno in Eretz Israel; tuttavia Ben Yehuda era convinto che l’ivrit non potesse più essere unicamente lingua religiosa utile allo studio della Torà e Mishnà ma piuttosto la lingua con la quale parlare, insegnare, scrivere, unificare una nazione. Trasferitosi nel 1881 a Gerusalemme (allora sotto dominio ottomano), iniziò a scrivere per il giornale Hachavatzelet e insegnare ebraico nella scuola dell’Alleanza Israelitica Universale. Autore di un enorme lavoro di riscoperta delle radici linguistiche ebraiche e creatore di un vasto repertorio linguistico ebraico moderno, scrisse un dizionario in 17 volumi completato da suo figlio nel 1959. Morì il 21.12.1922 a Gerusalemme all’epoca del Mandato britannico; oggi, il suo sogno di una nazione ebraica moderna che parla la propria lingua storica nella propria terra si è realizzato nello Stato d’Israele ove l’ebraico è prima lingua ufficiale.

Il canto di Abramo
Concerti, produzioni teatrali, musiche e danze tradizionali ebraiche
a cura di Gianni Cuciniello, Paolo Candido e Francesco Lotoro
Casa. Raiz e Radicanto in concerto
Piazza del Popolo
alle ore 21:00

Casa nasce dall’incontro di Raiz (storica voce degli Almamegretta) con il gruppo barese Radicanto ma è anche metafora di un luogo di musica mediterranea. Un concerto nuovo, potente e raffinato in cui la voce di Raiz s’intreccia agli echi di corde, pelli e papiri degli strumenti dei Radicanto. Canto sefardita, salmi, canzone napoletana, fado portoghese, ritmi nordafricani, mediorientali, asiatici insieme a brani d’autore di Raiz e degli Almamegretta riletti con ritmicità ed eleganza.

Nel Mediterraneo si incrociano tre grandi culture religiose: ebraica, cristiana e musulmana. Popoli e storie divise da conflitti ideologici e territoriali ma con un’unica discendenza rivendicata, quella di Abramo cresciuto in Ur–Kasdìm che lascia la sua terra. Quando cantò Abramo? Il testo biblico non risponde ma l’istinto ci suggerisce che egli abbia intonato il suo canto al culmine della legatura del figlio Isacco, quando la voce divina fermò la sua mano nell’atto di sacrificare il figlio, dopo aver notato il montone incastrato nei pruni, antesignano del corbàn del Tempio. Il canto di Abramo risuona attraverso millenni e, intrecciandosi nei tempi e luoghi più diversi, conserva la sua unicità nella lode all’unico Dio, pilastro della civiltà mediterranea. Il canto ebraico sopravvisse alla distruzione del Secondo Tempio nel 70 e.v. quando i Maestri proibirono la musica strumentale in segno di lutto. Il canto dei Leviti si spostò nella sinagoga dando inizio alla musica ebraica nella Diaspora. Il canto gregoriano discende da quello del Tempio, il canto dell’Islam conserva intatto il pianto di Agar per Ismaele, il conforto divino della promessa di una vasta e duratura progenie, l’orgoglio di una grande nazione che abbracciò il tesoro spirituale del monoteismo.

BRINDISI

Sefarim
Fabrizio Lelli. Gli Ebrei del Salento (Congedo)
presenta l’Autore, conduce Cosimo Yehuda Pagliara segue rinfresco
Palazzo Nervegna
alle ore 17:30

Tra le più antiche aree di insediamento della diaspora in Occidente, il Salento accolse una cospicua presenza ebraica dall’età romana fino al Cinquecento. Tra il IX e il XVI sec. le comunità della Puglia meridionale conobbero periodi di intensa fioritura intellettuale; la loro produzione letteraria annovera alcuni primi documenti della rinascita dell’esegesi, poesia, speculazione filosofico–scientifica e mistica ebraica sul continente europeo. A Bisanzio, in Germania, nella penisola iberica, nel Vicino Oriente e nell’Africa settentrionale l’ebraismo salentino fu ritenuto degno di lode per l’influenza dei suoi Maestri, decisiva per l’evoluzione del giudaismo medievale e moderno. Il presente volume raccoglie 18 contributi di studiosi internazionali di letteratura, lingua, pensiero, paleografia e arte che hanno finalizzato la loro analisi all’individuazione delle specificità dell’ebraismo salentino, valutandone le dinamiche intellettuali sulla base di metodologie di ricerca che tengono conto anche dei rapporti con la società non giudaica.

Reshit
Il Dibbuk nella tradizione mistica ebraica
relatori Tullio Levi, Fabrizio Lelli
modera Cosimo Yehuda Pagliara
Palazzo Nervegna
alle ore 19:00
Dybbuk, Golem ossia il mai nato…la storia ebraica ci consegna immaginarii letterari, miti e simboli che rendono l’idea di un ebraismo che straripa dalle severe leggi della Toràh e si trasforma in fiume di volti e parole, talora minacciose e talora di sovrumana dolcezza. Lo spirito disincarnato di un essere trapassato al quale è vietato l’ingresso nello Sheol (il mondo dei morti) può essere una lettura molto attuale dei bisogni più reconditi dell’uomo contemporaneo.

Un ebreo a Hollywood
Der Dibuk/The Dybbuk
1937, regia di Michal Waszynski
Lili Liliana, Ajzyk Samberg, Leon Liebgold, Abram Morewski
in lingua yiddish con sottotitoli in italiano
per gentile concessione dell’Istituto Polacco di Roma
Film tratto dal testo di An–sky (1914) nell’adattamento di S.A. Kacyzna e musiche di Henryk Kon.
Palazzo Nervegna
martedì 27 agosto alle ore 21:00

Sender e Nissen giurano di unire in matrimonio i loro futuri figli. Nissen morirà dopo che la moglie gli avrà generato un figlio maschio (Hanan), e Sender resterà vedovo dopo che gli è nata una figlia femmina (Leah). Malgrado il destino abbia fatto incontrare le strade dei due giovani, facendoli innamorare perdutamente l’uno dell’altro, Sender non rispetterà il giuramento perché vuole dare la propria figlia in sposa ad un altro giovane più ricco e benestante. Quando Hanan viene a sapere che Leah sta per essere unita in matrimonio col giovane che il padre Sender le ha scelto, muore dal dolore. Leah, suo malgrado condotta sotto il baldacchino nuziale, si reca al cimitero per invitare, secondo la tradizione, la sua defunta madre alla cerimonia; prima di uscire dal cimitero, infrangendo la tradizione, si reca anche sulla tomba di Hanan. A questo punto però, lo spirito evocato di Hanan entra nel corpo della sua amata Leah trasformandosi in un Dibbuk.

Mentre nel teatro leggero gli attori ebrei portano un soffio di assurdità (vedi le maschere dello shlemiel, del nebech, del mishegoss, del badchen, del chutzpa, del draykopf, del kibitzer), nel cinema l’ebreo si dissimula nelle figure della società moderna, assume gli atteggiamenti dei popoli presso i quali vive sino a relegare in un angolo della coscienza la propria identità. Ciò permette all’attore ebreo quasi uno sdoppiamento; ironizza su se stesso come se parlasse di un altro. Forse proprio per questo ritroviamo nei comici ebrei il tema del doppio (Danny Kaye ne Il giullare del re, Jerry Lewis ne Le folli notti del Dottor Jerryll). Come suggerisce il libro An Empire of their own: how the Jews invented Hollywood? di Neal Gabler, nel 1979 gli ebrei negli USA erano il 3% della popolazione, tuttavia se ne contava l’80% dei comici. Negli anni in cui il cinema americano diventava arte, Hollywood divenne per molti ebrei luogo dove esprimere quella parte di sé che costituisce un ponte con gli altri. Come scrive Guido Fink ne Non solo Woody Allen. La tradizione ebraica nel cinema americano, Hollywood è stata per gli ebrei una homeland alternativa dove rappresentare la propria identità di frontiera. Comicità, equivoco, complessità, ambivalenza sono alcuni ingredienti di un cinema definito talora ebraico o americano o comico, umoristico o semplicemente appartenente all’anima irrequieta dell’uomo contemporaneo. Hollywood rappresenta non soltanto l’ebreo ma anche l’immigrato o chiunque, in cerca della propria identità, si presti a un senso di comica inadeguatezza. Emergono i difficili contorni di un’identità irrequieta, avvolti da un sorriso yiddish originale, paradossale, assurdo. Nel cinema gli ebrei hanno trasformato la cultura chiusa in valigia, la propria esistenza in qualcosa da condividere e di tremendamente locale: hanno saputo rappresentare una condizione non solo ebraica ma anche americana o appartenente a quella realtà globale caratterizzata dal passaggio a Occidente. Sarà per questo che è stato possibile inventarsi un Woody Allen così newyorkese e, al tempo stesso, così ebreo, radicalmente sradicato a se stesso eppure così identificabile, emblematico cittadino della metropoli dei migranti; merito non soltanto dell’eredità del teatro yiddish ma altresì del saper leggere creativamente la propria condizione, raccontarla e condividerla. 

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Ufficio Stampa
Luciana Doronzo cell. 3470095976
Enzo Garofalo cell.328/1443279
Email info-stampa: settimanaculturaebraica@gmail.com

Info: direttore artistico e coordinamento Ulpàn Francesco Lotoro cell. 3402381725; presidente commissione scientifica e coordinamento Yeshivà Rav Shalom Bahbout cell. 3663165622; coordinatore per il Salento Cosimo Y. Pagliara cell. 330877878; coordinamento visite guidate Luciana Doronzo cell. 3470095976

Sito internet: www.settimanalechlecha.it
E-mail: info@settimanalechlecha.it
traniebraica@fastwebnet.it
E-mail info Brindisi e Sogliano Cavour: yehubav@gmail.com

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