Foggia:ACQUA LORDA, LʼUNICA TELENOVELA FOGGIANA GIRATA A FOGGIA DA FOGGIANI

26 Gennaio 2014|Posted in: Foggia

Lʼidea della telenovela, quella che a Foggia si chiama ʻtelenovellaʼ nasce per gioco, puramente per gioco da unʼamicizia di vecchia data, quella tra Antonio Cappiello, attore e speaker radiofonico, e Nastassia Calia, attrice foggiana ʻemigrataʼ prima a Roma e poi a Milano, dove ha frequentato la Scuola del Piccolo Teatro nella quale si è diplomata come attrice professionista.

Qualche mese fa la prima puntata di Acqua Lorda, interamente autoprodotta, a cura della Ugigignu Corporation, vale a dire il tuttofare Antonio Cappiello, storica voce dellʼemittente radiofonica Radio Cosmoʼs, vero cult degli anni Novanta per i foggiani, e ora attore teatrale nella Compagnia del Teatro Regio di Capitanata.

La soap, comica e struggente al tempo stesso, è giunta ormai alla decima puntata senza grandi clamori mediatici ma raggiungendo quasi 1000 visualizzazioni per puntata. Le puntate durano circa tre minuti e sono tutte ideate da Nastassia Calia e Antonio Cappiello, che ne cura spesso anche la regia, e si avvalgono della collaborazione di Lello Santoro, irrinunciabile compagno di avventura, anche lui della scuderia del Regio di Capitanata.

Dimenticate le storiche soap melodrammatiche di più nota tiratura perché Acqua Lorda è ben altro. Linguaggio originale, tra il maccheronico e il vernacolo, ricca di modi di dire e neologismi, insomma un vero simbolo della foggianità.

Nastassia Calia, attrice professionista, è anche cantante e drammaturga e anticipa ogni puntata con un esilarante sonetto sulla pagina Facebook della telenovela, che è accompagnata anche da divertenti teaser su Youtube.

Questa estate, io e Antonio ci siamo incontrati in una luminosa mattina e, scherzando, abbiamo decis

o di fare un video divertente, che divertisse noi in primo luogo. Avevamo solo unʼidea, il nostro estro e tanta voglia di giocare tra di noi, con la nostra città e con i nostri concittadini. – racconta Nastassia – Lʼobiettivo della nostra impresa è principalmente quello di condividere e di far sorridere tutte le persone che vivono a Foggia o che da questa si siano allontanate per svariati motivi, ma non solo. Vivendo da anni a Milano ho avuto piacere di mostrare ai miei colleghi attori ed anche agli amici ʻdel nordʼ, un aspetto diverso del meridione, e nello specifico della nostra città, da sempre demonizzata.

Invece Acqua Lorda rende evidente proprio quello spirito talmente vivo e decisamente unico che caratterizz

a i foggiani, il modo di pensare, di intendere la vita, quella schiettezza a volte anche sconcertante, disarmante, ma assolutamente pura delle persone di Foggia, fatte di carne, di sangue, di pane, di terra, di luce, di pregi come difetti, ma autentiche e dirette. Tutto questo è abilmente incarnato nello stereotipo della coppia e del triangolo amoroso, anche se la sit-com è aperta a infiniti snodi futuri.

Il nome di questa telenovela / sit-com deriva proprio da un episodio personale, avvenuto ai due a Foggia. Erano nei pressi di un pianterreno quando hanno sentito un signora anziana, evidentemente vittima di una ingiuria immeritata ed improvvisa, esclamare: Madò e stʼacqua lorda mi hai buttato addosso così i due, dallʼirresistibile talento comico, hanno immediatamente riconosciuto la portata ludica di tale patrimo

nio umano e linguistico, utilizzandolo proprio come tagline della telenovela. Infatti, è proprio la reiterazione di questo concetto di ʻacqua lordaʼ che definisce il termine di ogni puntata. Non ci sentiamo di chiamarlo tormentone – raccontano – ma sicuramente costituisce una cifra stilistica, sia verbale che concettuale.

Il primo canale di diffusione di Acqua Lorda è stato Youtube (sul canale Ugigignu) e succesivamente il social network Facebook. I protagonisti sono tre: Lui, Lei e Lello, interpretato appunto da Lello Santoro, proprio perché non ci siano identificazioni onomastiche dato che la coppia protagonista rappresenta lʼincarnazione di uno stereotipo, nel quale riconoscere chiunque e anche se stessi, ovviamente declinando il tutto in una esagerazione volutamente comica- grottesca. Anche se a volte la realtà riesce a superare qualsiasi forma di mistificazione.

Si recita in dialetto, il che costituisce una risorsa infinita, oltre che un divertimento estremo. La cade

nza foggiana, e il foggiano, hanno infatti una potenzialità espressiva e una immediatezza difficile da restituire nella lingua italiana, grazie ad espressioni che consentono di trasmettere un concetto rapidamente e con un tale impatto, arduo da controbattere. Questa schiettezza sopra le righe ma totalmente comunicativa è appunto la particolare declinazione sia della sit-com sia dello stereotipo dei foggiani in tutto il mondo.

Ma come finirà?

Il futuro di questa telenovela – continua Nastassia Calia – è la voglia intatta, che di giorno in giorno si rinnova, per ribadirsi con forza crescente, di divertire le persone che ci sostengono e di far ridere i nostri concittadini e non solo, di far ridere la nostra Città, di imprimere una forza giocosa agli eventi che la caratterizzano in positivo, di dare il nostro piccolo contributo, perché siamo foggiani e siamo capaci di fare cose buone con professionalità e di sostenere il nostro spirito in maniera creativa e costruttiva”.

Samantha Berardino

Pin It on Pinterest