Regione Puglia:Riforma del Terzo Settore, la sfida della complessità

5 Giugno 2014|Posted in: Regione Pugia

Cittadinanza, welfare partecipativo ed economia sociale i tre grandi temi della riforma.Bobba: “Occorre innanzitutto fare chiarezza sulle identità del Terzo Settore” Gentile: “La Puglia un cantiere di innovazione che mettiamo al servizio del Paese. Al Governo chiediamo anche finanziamenti certi.”

Il Governo nazionale ha attivato tra il 13 maggio e il 13 giugno una fase di consultazione aperta sulle Linee Guida per la Riforma del Terzo Settore, al fine di promuovere “il cambiamento economico, sociale, culturale e istituzionale di cui il Paese ha bisogno è necessario che tutte le diverse componenti della società italiana convergano in un grande sforzo comune”.

Ed è proprio questo l’obiettivo dell’incontro di lavoro ristretto che si è svolto stamani a Bari presso la sede dell’Assessorato regionale al Welfare e che ha visto la partecipazione di Luigi Bobba, Sottosegretario al Lavoro e Politiche Sociali, con delega al Servizio Civile e il Terzo Settore.

C’è una grande convergenza sulle linee strategiche che sono contenute nel documento che Renzi ha presentato – ha detto Luigi Bobba – adesso si tratta di fare sintesi, in una ventina di giorni, di tutta questa fase di ascolto nei diversi territori, di raccolta delle criticità e degli elementi propositivi in modo che si arrivi ad un testo, almeno in termini di principi, largamente condiviso. 700 persone hanno già scritto all’indirizzo e mail che il Governo ha lanciato per promuovere la consultazione pubblica e già questo in sé è un successo, cioè una mobilitazione positiva e propositiva”. In poche battute Bobba va ai grandi temi che fanno da sfondo alla riforma pensata dal Governo: “Tre sono gli obiettivi, i principi che costituiscono l’anima del terzo settore e le Linee Guida intendono intervenire proprio su questi tre macrotemi – ha spiegato il sottosegretario: prima di tutto la cittadinanza, perché il terzo settore è una grande scuola di appartenenza; poi il welfare perché questo mondo è inevitabilmente intrecciato al welfare, ai servizi alla persona, alla comunità, e siamo di fronte alla creazione di un welfare partecipativo e comunitario, perché i bisogni sono cambiati, il welfare è cambiato e rischiamo una deriva privatistica del welfare mentre invece solo una risposta cooperativa tra istituzioni pubbliche e soggetti del terzo settore, è in grado di generare un welfare partecipativo e comunitario. Infine negli anni è emersa un’economia sociale, impresa che ha incorporato valore sociale come obiettivo imprenditoriale e l’Italia, attraverso la cooperazione sociale, è stata antesignana di questo modello che ora è una politica europea fortemente attraente”. Questi temi sono poi intrecciati alla revisione generale della legislazione di settore, alla dimensione civilistica e fiscale. Cuore della proposta di riforma è poi il grande tema del Servizio civile. “C’è molta attenzione alla proposta sul Servizio civile – ha sottolineato Bobba – che se da una parte consente di mettere al servizio della comunità l’opera prestata dai giovani, dall’altra consente a questi di avvicinarsi ad una dimensione professionale e del lavoro”.

Continueremo questo proficuo dialogo con il Governo – ha annunciato l’Assessore regionale al Welfare Elena Gentile – perché riteniamo di poter mettere al servizio del Paese l’esperienza straordinaria che questa Regione ha promosso in questi anni. Abbiamo promosso un cantiere di grande modernizzazione e innovazione sui temi del welfare tracciando quell’idea che oggi rimbalza sull’ipotesi di riforma che il governo presenta, che è quella di un welfare che sta dentro un’economia civile e sociale. Penso che la Puglia possa essere davvero un riferimento per una riforma attesa, auspicata che noi vogliamo accompagnare partendo però da un’esperienza maturata sul campo. Il terzo settore pugliese, l’associazionismo, il sistema del volontariato hanno vissuto in questi anni un forte protagonismo, il modello pugliese è davvero uno strumento importante per la realizzazione di questo ambizioso progetto del governo. A fronte di questo impegno, però, chiediamo che il Governo investa non solo sul riordino normativo degli strumenti per il rilancio del Terzo Settore, ma anche su risorse finanziarie certe e stabili nel tempo, perché già in questi anni abbiamo visto come gli investimenti delle imprese sociali e delle organizzazioni di volontariato abbiano rappresentato un vero e proprio volano per le economie locali. Chiediamo insomma che il welfare rigenerativo non poggi solo sulla cultura del dono ma su investimenti concreti e distribuiti in modo più equilibrato tra le diverse aree del Paese”.

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