Orsara Fg: Non è Halloween, qui non ci sono streghe e fantasmi

28 Ottobre 2016|Posted in: Orsara di Puglia Fg

Gli orsaresi rifiutano il “rito” del dolcetto o scherzetto, i Fucacoste sono altra cosa.  Per l’affluenza di visitatori e la partecipazione è l’evento più grande in Capitanata

Non è Halloween. Qui, a Orsara di Puglia, non si celebra il rito del “dolcetto o scherzetto”, e gli orsaresi non ne vogliono sentir parlare di streghe e fantasmi. Halloween ha una data, il 31 ottobre, diversa da quella dei Fucacoste, ricorrenza celebrata da sempre il 1° novembre. Ci sono le zucche-lanterna, è vero, ma le luci al loro interno, nel significato che da sempre gli orsaresi attribuiscono a questa usanza, servono a guidare verso la pace le anime del Purgatorio, a squarciare il buio; così come il fuoco diventa elemento di purificazione, calore e ristoro per le anime dei defunti che attraversano il paese in comunione e condivisione con chi è vivo.

Falò e delle teste del purgatorio: è questo il significato di “Fucacoste e cocce priatorje”, la notte dei cento fuochi, delle zucche-lanterna, la notte più lunga dell’anno per Orsara di Puglia. Qui, nel cuore verde della provincia di Foggia, la sera del 1°novembre si infiamma e si accende fino al mattino seguente. Non si tratta di Halloween, ma di un evento che mette in evidenza l’illuminazione della fede, il ricordo dei defunti, il gusto genuino di stare insieme condividendo un momento di comunione caratterizzato dalla magia autentica del legame misterioso tra il mondo dei vivi e quello di quanti vivono nella nostra memoria. Un tempo, nelle vie di pietra del borgo, davanti a ogni uscio di casa, si usava porre dell’olio in una bacinella piena d’acqua: alla fioca luce della candela, si poteva assistere, secondo i vecchietti, alla sfilata delle anime del purgatorio. Elemento caratterizzante dei fuochi è la ginestra, un arbusto che in fiamme si volatilizza facilmente, facendo sembrare che il legame cielo-terra si compia sotto i nostri occhi. E’ convinzione che le anime dei defunti, tornando fra i vivi, facciano visita ai parenti e tornino alle dimore dove avevano vissuto, si riscaldino e continuino il loro peregrinare per tutta la notte. In onore dei defunti, si consumano cibi poveri ma simbolici: il grano lesso condito col solo mosto cotto, le patate, le cipolle, le uova e le castagne cotte sotto la brace. Niente streghe, dunque, niente maschere e figure grottesche. L’evento che si celebra a Orsara di Puglia è ancora profondamente legato al culto dei defunti e rifugge dal “rito” del “dolcetto o scherzetto”. La tradizione vuole che le anime del Purgatorio (Cocce priatorje) possano purificarsi attraverso il fuoco dei fucacoste e trovare la via del Paradiso, che viene indicata loro dai lumi nascosti dentro le zucche. E’ la notte della luce, dunque, non quella delle tenebre.

L’EVENTO PIU’ GRANDE. La notte dei falò che si celebrerà il 1° novembre è il più grande evento della tradizione che si svolge in Capitanata. La notte del primo giorno di novembre è quella che gli orsaresi, da tempo immemore, dedicano con particolare devozione alla ricorrenza di Ognissanti e al culto dei morti. Da lontano, nel momento in cui cominciano a scintillare i falò preparati in ogni angolo del borgo, Orsara sembra prendere fuoco. Le fiamme, la condivisione del cibo e gli spettacoli sono solo alcuni degli elementi che fanno di questo evento uno dei più attesi dell’anno. Per goderne appieno le mille suggestioni l’ideale è arrivare in paese molto prima dell’accensione dei falò.

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