V Specchio

Cerignola: RESOCONTO POLITICO DEL DIBATTITO IN CONSIGLIO COMUNALE SULLA ZTL TRA IL DELEGATO AL COMMERCIO VINCENZO SPECCHIO E L’OPPOSIZIONE DEL CENTRO-SINISTRA.

14 aprile 2017|Posted in: Cerignola

Il PD  è arrivato , martedì 11 aprile,  in Consiglio comunale col ferreo proposito di imporre il suo Ordine del giorno di sospensione della Ztl e di annullamento della delibera di istituzione della Ztl. Una passeggiata da turisti dell’opposizione. Hanno pensato di aver già ben scosso l’albero della protesta e che in Aula  bisognava solo raccogliere i frutti caduti per terra, in scioltezza e senza sforzo. Ma così non è stato.

Ha iniziato la serie di interventi il Consigliere di FEDERAZIONE CIVICA  Vincenzo Specchio,  che ha fatto precedere la lettura dell’articolata proposta di modifica alla Ztl, con la dichiarazione che la proposta era la  sintesi dei contributi dei gruppi di maggioranza di FEDERAZIONE CIVICA, della CICOGNA, e di quello di FORZA ITALIA. E tutto nero su bianco. In discussione ora c’era anche questa proposta da mandare ai voti.

Il Pd è stato colto da un improvviso attacco di disorientamento.  Hanno dapprima reclamato verso il Presidente del Consiglio Leonardo Paparella per il  colpo basso sferrato dalla maggioranza, cercando di attirare l’attenzione del segretario generale, bruscamente chiamato in causa, urlando con tono da barricata per una scorrettezza da loro scovata in un comma di un articola del Regolamento.  Hanno quindi chiesto 15 minuti di sospensione,  come i pugili suonati invocano il gong già alla seconda ripresa. Invano.

Hanno poi cominciato a menare  la danza delle lamentele per la mancanza di concertazione che fu proposta nel precedente Consiglio comunale sul tema della Ztl. Specchio, cui più volte l’opposizione ha indirizzato le sue polemiche,  ha spiegato che la concertazione si era già tenuta nei giorni trascorsi dall’ultimo Consiglio comunale in cui fu appunto accolta la proposta di un tavolo di concertazione. Ma i Consiglieri della sedicente opposizione, con insolito sprezzo del ridicolo, avevano  inteso un tavolo al bar delle chiacchiere a cui gli altri  gruppi consiliari  avrebbero dovuto invitare anche loro,  magari con una telefonatina e l’offerta di un caffè!  In quel frattempo, invece, ha continuato Vincenzo Specchio, il Pd ha saputo  solo organizzare la una proposta di  referendum per farne un uso contundente contro l’Amministrazione,  e proporre la richiesta di sospensione. Tutto qui . Ma di politica vera neanche una sillaba, un sussurro, un pigolio:  solo  tanti schiamazzi e una smodata dose di rancore.   Eppure è già da due anni che siedono nei banchi loro dedicati, dove si dividono a turno, in modiche quantità,  gli interventi contro l’Amministrazione, a prescindere.

Hanno rivendicato anche per loro il lavoro di incontri con i commercianti e l’ascoltato delle loro proteste. Se ne sono vantati nei confronti di Specchio, che, insieme agli altri  consiglieri ,  i commercianti li ha incontrati, riuniti, organizzati e con i quali ha condiviso le proposte e i suggerimenti che si sono politicamente sommati alle richieste e alle proposte degli altri gruppi consiliari. Se è questione di primogenitura o di stellette da appuntarsi, non ci sono problemi, gli ha risposto Specchio, purchè si approvino le modifiche che i cittadini e commercianti chiedono.

Incalzati da questa richiesta, nel bel mezzo della animata discussione,   dai banchi dell’ opposizione è sfuggita un’affermazione, l’unica sensata: che anche loro a gennaio scorso avevano proposto buona parte delle modifiche lette in Aula.  A quel punto Specchio li  ha colti sul fatto. “Allora, visto che le modifiche possono essere condivise anche da voi oppositori, perché  non le  votate  qui e stasera, a beneficio immediato dei commercianti e dei cittadini? “  A quel punto, frastornati e confusi,  il gioco serio della politica è sembrato a loro il gioco delle tre carte:   hanno puntato  il dito sulla carta sbagliata,  barattando il ritiro del loro ordine del giorno con il rinvio della discussione.  Niente.   Alla fine hanno tentato di consultare il manuale  in dotazione agli apprendisti oppositori,  alla ricerca disperata di una “mossa” che potesse farli uscire dall’angolo in cui si erano andati a cacciare. E hanno deciso, con piglio rivoluzionario, di battere in ritirata.  Non sappiamo se si è trattato  di una ritirata strategica. Di sicuro non è stata una sconfitta. E’ stata una disfatta.