Foggia: wwf, Si continuano ad ignorare glistrumenti di pianificazione esistenti

10 Dicembre 2018|Posted in: Ambiente, Comuni, Foggia

WWF FOGGIA: INADEGUATO L’ELENCO DELLE OPERE PER LA CAPITANATA PROPOSTE AL GOVERNO

L’elenco delle opere proposte dal tavolo di partenariato per il Contratto Istituzionale di Sviluppo per la Capitanata, divulgato in questi giorni sui mezzi di stampa, appare assolutamente inadeguato agli scopi che si prefigge di raggiungere.

Sono del tutto assenti, infatti, tematiche fondamentali, come il recupero delle acque reflue a fini irrigui e naturalistici e il potenziamento del trasporto pubblico ferroviario e su gomma, mentre per altre importanti questioni, come la riqualificazione del distretto turistico del Gargano, si rischia di rivedere la solita colata di cemento che, puntualmente, ha inondato il Promontorio ad ogni iniziativa nata sotto questo nome.

Si ripropongono invece vecchie opere, come la strada fantasma regionale n. 1 e la sempreverde diga di Piano dei Limiti, con alti costi economici ed ambientali ma con scarso o nullo impatto positivo sulla Capitanata, mentre sull’ormai acclarato definanziamento del progetto di potenziamento della ferrovia Foggia-Manfredonia si continua a tacere.

È ormai il solito copione che vediamo stancamente ripetersi da molti anni e che, non a caso, condanna puntualmente la provincia di Foggia agli ultimi posti di tutte le classifiche nazionali.

Eppure di studi, programmazioni e pianificazioni, con l’indicazione delle opere davvero utili e necessarie, sono pieni i cassetti degli enti. Per restare solo a quelli degli uffici della provincia, basta citare il Piano Territoriale di Coordinamento o il più recente Piano della Mobilità Ciclistica Provinciale. A livello regionale c’è il Piano di Tutela delle Acque e per il Parco del Gargano il Piano di Sviluppo Socioeconomico. Tutte pianificazioni che sono costate tanti soldi dei cittadini e che, nella migliore delle ipotesi, fanno bella mostra di sé sui muri dei corridoi degli Enti.

Pensare, ad esempio, ad un piano di sviluppo del Gargano per 50 milioni di euro senza tener conto minimamente della programmazione dell’Ente parco (che probabilmente non è neppure stato invitato al tavolo, sancendo ancora una volta un’irrilevanza che si protrae da troppi anni), significa ignorare completamente quali sono le reali esigenze di quel territorio. E pensare di risolvere l’isolamento dei Monti Dauni con una strada a scorrimento veloce che si sviluppa a chilometri di distanza dai centri abitati, quando il problema principale sono i collegamenti interni e la mancanza di servizi, vuol dire non capire che la salvezza di quella terra sta nel turismo slow e di qualità, non in quello mordi e fuggi.

Come pure non si comprende il perché non si punti al recupero delle acque reflue, che in un colpo solo contribuirebbe a ridurre sia l’inquinamento dei fiumi e del mare della Capitanata che il fabbisogno idrico in agricoltura, e si preferisca invece continuare a parlare della seconda diga sul Fortore con tutti i problemi che essa comporta.

Il WWF avrebbe voluto dire queste cose al tavolo di partenariato, come peraltro più volte già richiesto all’ex presidente Miglio, ma deve prendere atto con rammarico che anche il suo successore, il presidente Gatta, agisce nel solco di chi lo ha preceduto. Evidentemente per i politici è più comodo poter sostenere falsamente che gli ambientalisti dicono sempre no, piuttosto che confrontarsi con le loro proposte.

Insomma, alla provincia cambia il direttore d’orchestra, ma la musica resta sempre la stessa.

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