Regione Puglia: TRIVELLE IN MARE, MISE FERMA AUTORIZZAZIONI, EMILIANO:

9 Gennaio 2019|Posted in: Regione Puglia

“RESA INCONDIZIONATA DEL GOVERNO DI FRONTE AL COORDINAMENTO NOTRIV. ADESSO CORAGGIO, DUE DECRETI URGENTI PER DECARBONIZZAZIONE ILVA, ELIMINAZIONE IMMUNITÀ PENALE, E PER SPOSTAMENTO APPRODO TAP”.

“La resa incondizionata del Governo di fronte alla dura presa di posizione del Coordinamento Nazionale No Triv che si convocherà a Bari il prossimo 14 gennaio mi riempie di gioia. Speriamo che non facciano altri pasticci e che sappiano cosa fare per disinnescare la bomba da essi stessi lanciata. Il 14 predisporremo le nostre proposte al Governo per chiedere che la norma blocca trivelle sia definitiva e riguardi tutte le ricerche petrolifere nel nostro mare, entro e oltre le 12 miglia. Col petrolio si arricchiscono solo le società petrolifere private, agli italiani rimangono sempre e solo briciole e danni ambientali incalcolabili. 

E comunque se non ci fosse stata la pronta reazione dei comitati noTriv di cui  la Regione Puglia fa parte, avrebbero tranquillamente continuato a fare quello che facevano Renzi e Calenda a danno dei nostri mari”.

Lo dichiara il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano nell’apprendere dalla stampa della decisione del Mise di fermare i permessi a cercare petrolio nel Mar Ionio.

“Visto che hanno finalmente scoperto che stanno governando e hanno tutti i poteri per fare le cose – prosegue Emiliano – servono altre due botte di coraggio da parte dei Ministri: un decreto legge urgente che abroghi i 12 decreti incostituzionali Ilva che contengono l’immunità penale e che obblighi a cominciare la decarbonizzazione della fabbrica. Perché è il carbone ad uccidere i tarantini e va urgentemente eliminato. E serve un altro decreto legge che sposti l’approdo del gasdotto Tap, attualmente previsto nella meravigliosa spiaggia di San Foca Melendugno, in una zona più isolata e sicura, meno pregiata dal punto di vista ambientale e turistico, evitando così anche la costruzione di un tratto inutile di gasdotto via terra a carico dei contribuenti italiani”.