Cerignola: Franco Metta: Ludovi’, famme’ capì

30 Ottobre 2019|Posted in: Cerignola

La replica dell’avv. Franco Metta al Procuratore della Repubblica di Foggia Ludovico Vaccaro dopo il  workshop sul reinserimento lavorativo di ex detenuti

Dopo il  workshop “Il lavoro ri-abilita. La comunità ri-accoglie? Germogli di opportunità in Capitanata per soggetti in conflitto con la legge”, organizzato ieri pomeriggio dall’UlEPE e nel quale è intervenuto Ludovico Vaccaro, Procuratore della Repubblica di Foggia, il Sindaco di Cerignola, avv. Francesco Metta, dichiara quanto segue:

«In un recente convegno, con ampia copertura mediatica ( ca va sans dire), il Procuratore Capo di Foggia ha teorizzato la necessità di favorire il reinserimento sociale di quanti hanno, nel loro passato, infranto la legge penale.

A chiacchiere, tutti favorevoli. Grandi applausi. Entusiasmo irrefrenabile.

A Cerignola, in una cooperativa sociale di tipo B, che privilegia il reinserimento lavorativo di ex detenuti o di detenuti in affidamento, abbiamo più di due decine di lavoratori in queste condizioni.

La Commissione di accesso prefettizia ha stigmatizzato che io, come Sindaco,  abbia posato per una foto ricordo con questi lavoratori, che avevano pulito la Villa Comunale,  in occasione del recupero/restauro/ riposizionamento dell’ Arco della Rimembranza.

La Commissione, con la foto davanti agli occhi, ha indicato questo e quello per segnalarli al pubblico ludibrio, insieme al Sindaco, indicandoli sprezzantemente, non come lavoratori reinseriti, ma come pregiudicati in familiarità con il Sindaco.

Allora, Ludovi’, famme’ capì.

Li reinseriamo nel mondo del lavoro.

O li disprezziamo come “ feccia” pregiudicata?

La verità?

Voi fate chiacchiere forbite,  per sentirvi buoni, bravi e di sinistra.

Io queste persone le recupero effettivamente.

Garantisco lavoro e dignità.

Per consentire ai tre obbiettivi e disinteressati Commissari di sputtanare loro come “feccia”; me come in familiarità con i pregiudicati.

Ludovi’, famme’ capì.

P. S. In quasi 4 anni, nessuno di costoro ha commesso la minima infrazione, nonostante i plurimi, ossessivi e pressanti controlli della locale Stazione dei Carabinieri».

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