Regione Puglia: GIUNTA FINANZIA HUB DI INNOVAZIONE SOCIALE: 14,7 MILIONI DA PUGLIA SOCIALE IN PER ENTI LOCALI

7 Gennaio 2020|Posted in: Regione Puglia

La Giunta regionale, su proposta degli assessori Salvatore Ruggeri e Raffaele Piemontese, ha approvato lo stanziamento di 17 milioni e 400 mila euro per selezionare gli interventi “Hub di Innovazione Sociale”.

Si tratta di una azione nuova e sperimentale nell’ambito del Programma Puglia SocialeIN, finalizzata alla promozione dell’innovazione sociale e allo sviluppo dell’economia sociale, in cui entrano in gioco gli enti locali, protagonisti strategici per l’attuazione degli obiettivi previsti dal Programma per la diffusione e il rafforzamento delle attività economiche a contenuto sociale.

Dei 14,7 milioni, 12 milioni sono a valere sulle risorse dell’Azione 3.2  e 5.400.000 milioni sono a valere sulle risorse dell’Azione 9.3 del POR Puglia FESR FSE.

“Un nuovo tassello importante a sostegno delle imprese sociali, del terzo settore e degli enti locali insieme – in una ottica di innovazione sociale – commenta il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano – dunque di partnership pubblico/privato, il primo caso di procedura plurifondo, grazie al lavoro degli Uffici regionali competenti – attraverso quindi la sinergia e la sincronizzazione dei Fondi FESR e FSE,  al fine di potenziare l’accessibilità alle opportunità di inclusione, crescita della qualità della vita, empowerment delle reti locali di attori pubblici e privati deputati al contrasto delle povertà e di ogni rischio di esclusione, all’implementazione di un insieme di policy rivolte a conciliare gli obiettivi del consolidamento dell’offerta sociale e della sua sostenibilità”.

Oggetto della sperimentazione è una procedura negoziale, in primo luogo, con Comuni capoluogo di Provincia, e in seconda battuta, con gli altri grandi Comuni pugliesi (individuati in quelli con una popolazione residente superiore a 20.000 abitanti), per la selezione di proposte progettuali integrate – Hub di innovazione sociale – che, attraverso un percorso di condivisione degli obiettivi da raggiungere nel rispetto delle caratteristiche dei diversi territori e quindi delle relative specifiche vocazioni, favoriscano da un lato soluzioni esemplari dal punto di vista del potenziamento delle infrastrutture e delle attrezzature volano per l’innovazione sociale dei territori, dall’altro il miglioramento delle condizioni di accessibilità ai servizi innovativi, da parte di cittadini ed attività economiche a contenuto sociale.

Gli HUB di Innovazione Sociale saranno luoghi fisici che consentono uno scambio neutrale di informazioni tra attori diversi che normalmente frequentano luoghi non interconnessi.

Questa metodologia aumenta le relazioni collaborative e il fare rete, a sostegno delle esperienze locali di open e social innovation, che provengono “dal basso” (ovvero dagli attori che popolano questi luoghi) e sono il risultato della diversificazione delle attività e della “multivocalità” degli spazi di aggregazione di attori diversi. Spazi in cui si sperimenta già forme Ibride di profit no profit. Se infatti l’aspetto economico (in termini di criteri di organizzazione delle attività, risultati attesi, sostenibilità, ecc.) è di primaria importanza, esso deve andare di pari passo con quello sociale, alleando i diversi utenti-contributors provenienti da comunità di pratiche (e di bisogni) molto diverse tra loro.

“Il ruolo ideale di uno spazio di innovazione è dare forma alle iniziative provenienti dalla comunità, – spiega l’assessore Ruggeri – sostenendone la crescita e la presentazione presso attori più istituzionali, che in alcuni casi potranno farli propri, finanziarli, co-progettarli, renderli sostenibili e replicarli su scale più ampie”.

“Un luogo di innovazione può essere visto come una sorta di “centro di ricerca e sperimentazione” – aggiunge Titti De Simone,  responsabile dell’attuazione del Programma di Governo – che genera partecipazione,conoscenze trasversali, per temi affrontati e settori interessati, di cui possono beneficiare i diversi attori sociali. Ci sono tante esperienze interessanti sui territori che potranno usufruire di questa occasione di sviluppo”.

In particolare, i Comuni potranno candidare le proprie proposte di intervento su diverse aree tematiche oggetto di progettazione, nel rispetto di quanto previsto dal POR Puglia FESR – FSE 2014-2020:

– rifunzionalizzazione di immobili di proprietà pubblica, quali spazi fisici per lo svolgimento di attività imprenditoriali di interesse sociale (FESR); rispetto a tale tematica rilevante potrà essere il contributo in primo luogo delle Province, oltre che di altri Enti pubblici, che attraverso accordi con i Comuni beneficiari potranno rendere disponibile immobili non utilizzati idonei alle finalità.

Ma anche sostegno all’avvio ed al rafforzamento di attività imprenditoriali che producono effetti socialmente desiderabili e beni pubblici non prodotti dal mercato, cantieri di innovazione sociale per sperimentare forme giuridiche, capaci di attivare welfare community e partenariati pubblico-privato-privato sociale per un protagonismo socialmente responsabile, esperienze di mutuo-aiuto e di crowdfunding di lavoro sociale per rendere accessibili ai cittadini più svantaggiati servizi socio-sanitari a costi sostenibili e favorire esperienze di contatto con il mondo del lavoro per giovani professionisti inoccupati; e ancora animazione di spazi pubblici per i cittadini per favorire la coesione sociale (cd. spazi di socialità, orti sociali per la solidarietà tra le generazioni), piattaforme digitali per reti di imprese sociali e per l’accessibilità dei servizi offerti al territorio.

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