Regione Puglia: tutela biodiversità faunistica

10 Ottobre 2020|Posted in: Ambiente, Regione Puglia

FdL 2020   La Puglia tutela la biodiversità faunistica anche attraverso il controllo, il recupero e l’assistenza sanitaria delle specie animali selvatiche.

Nell’ambito della 84^ Fiera del Levante, l’Osservatorio faunistico della Regione Puglia ha comunicato le attività sanitarie svolte, dal 1° giugno al 30 settembre 2020, in collaborazione con la Facoltà di Medicina Veterinaria di Bari.

“I numeri sono significativi – dice il dirigente della Sezione regionale, Domenico Campanile -.Gli esemplari recuperati in soli 4 mesi e ricoverati presso il Centro di recupero e riabilitazione al volo e alla predazione di Bitetto (Ba) sono 2.004 appartenenti a ben 37 famiglie animali diverse.

“Il dato, confermato dal Dipartimento di Medicina veterinaria, coordinato dal prof. Antonio Camarda, è registrato come il più alto dal 2013, anno di avvio della sinergia tra Regione e sistema universitario. Un risultato superiore, altresì, di circa il 30% rispetto all’anno precedente in cui il numero dei ricoveri si era fermato a 1.530 animali, cifra di per sé comunque indicativa. Quanto svolto fino ad oggi non sarebbe stato possibile se non si fosse attivata una efficiente rete di collaborazione tra Regione, Università e organizzazioni che operano sul territorio (come Fareambiente – Nucleo Operativo Recupero e Tutela Fauna Selvatica, ANPANA, WWF) e che hanno consentito a moltissimi animali di essere recuperati”. 

L’aumento di anno in anno dei conferimenti di specie di volatili conferma il trend positivo, come rende noto l’Università di Bari. Ma i risultati registrati per l’anno in corso assumono una particolare valenza, considerando l’emergenza sanitaria da Covid19 e le conseguenti misure che hanno limitato la mobilità. 

“L’attività di recupero e cura delle specie animali presenti sul nostro territorio – conclude Campanile – rappresenta un importante baluardo per preservare la biodiversità, per monitorarla e studiarla, al fine di conservare un patrimonio che è una ricchezza, dei nostri paesaggi naturali e delle nostre comunità. Ma sopratutto per le nuove  generazioni cui abbiamo il dovere di trasferire conoscenze e opportunità che il nostro territorio e i nostri  boschi offrono”.

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