La celebrazione della Giornata Nazionale per la Custodia del Creato nella diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano

“‘Camminare in una vita nuova’” (Rm 6,4). La transizione ecologica per la cura della vita” è il titolo della 16ª Giornata Nazionale per la Custodia del Creato che vede la Chiesa italiana in cammino verso la 49ª Settimana Sociale dei Cattolici Italiani, in programma a Taranto dal 21 al 24 ottobre prossimi, che avrà per titolo “Il pianeta che speriamo. Ambiente, lavoro, futuro. #tuttoèconnesso”. La diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano, attraverso l’Ufficio di Pastorale sociale e del lavoro e l’Ufficio per l’Ecumenismo e il dialogo, non mancherà di celebrare questo importante appuntamento con un momento di riflessione fissato il 22 settembre a Orta Nova, con inizio alle ore 20, nella chiesa parrocchiale della Beata Vergine Maria Addolorata.

All’incontro, che si svolgerà nel pieno rispetto delle norme anti Covid-19, dopo i saluti di don Saverio Grieco, direttore dell’Ufficio per l’Ecumenismo, e dell’avv. Gaetano Panunzio, direttore dell’Ufficio per i Problemi Sociali, interverranno fra’ Gianparide Nappi ofm, delegato per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della Provincia Salernitano-Lucana dell’Ordine dei Frati Minori, e Antonello Zaza, responsabile Tekra-Area Puglia. Concluderà l’incontro Sua Ecc. Mons. Luigi Renna, vescovo della diocesi e presidente della Commissione Episcopale/Cei per i problemi sociali, il lavoro, la giustizia e la pace. Modererà la dott.ssa Maria Rosaria Attini, presidente diocesana di Azione Cattolica. Inquadrando il codice QR riportato sul manifesto, è possibile accedere alla pagina del sito www.cerignola.chiesacattolica.it e scaricare i materiali relativi alla celebrazione della Giornata.

Nuovi stili di vita, “nei quali la ricerca del vero, del bello e del buono e la comunione con gli altri uomini per una crescita comune siano gli elementi che determinano le scelte dei consumi, dei risparmi e degli investimenti” (Giovanni Paolo II, Lettera enciclica Centesimus annus, 1° maggio 1991, n. 36), scaturiscono da un effettivo cambiamento di mentalità e da una grande attenzione nei confronti del creato, nella considerazione che esiste una profonda reciprocità tra noi, il prossimo, la creazione e Dio: “nel prenderci cura del creato, noi constatiamo che Dio, tramite il creato, si prende cura di noi” (Benedetto XVI, Messaggio per la XLIII Giornata Mondiale della Pace Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato, 1° gennaio 2010, n. 13).

“L’epoca che stiamo vivendo è piena di contraddizioni e di opportunità. – scrivono i Vescovi nel messaggio per la Giornata – Nella fede siamo chiamati ad abbandonare ciò che isterilisce la nostra vita: nell’incontro con Cristo rinasce la speranza e diveniamo capaci di rinnovata fecondità. San Paolo nella lettera ai cristiani di Roma ricorda il grande annuncio pasquale che si realizza nel battesimo di ciascuno: in Cristo siamo morti al peccato e ‘possiamo camminare in una vita nuova’ (Rm 6,4). La vita nuova di cui si parla colloca il discepolo di Gesù in una comunione profonda con Dio. A partire da questa esperienza possiamo immaginare una vera fraternità tra gli uomini, come suggerisce l’Enciclica Fratelli tutti, e una nuova relazione con il creato, secondo il disegno dell’Enciclica Laudato si’”.

“La Giornata del Creato – afferma al proposito l’avv. Panunzio – si pone sulla scia della Settimana Sociale di Taranto che, con l’hastag #tuttoèconnesso, affronterà il tema dell’ambiente, del lavoro e del futuro. Un cammino che impone una profonda riflessione sul delicato periodo che stiamo vivendo; una riflessione sul ruolo che noi cittadini abbiamo nella custodia della nostra casa, per realizzare a tutti i livelli quella conversione ecologica cui ci invita il sesto capitolo dell’enciclica Laudato si’ di papa Francesco. Già l’Instrumentum Laboris, documento preparatorio alla Settimana Sociale, richiama l’importanza di un intervento immediato che possa contrastare il degrado socio-ambientale”.

“Mi sarebbe piaciuto poter ammirare e amare l’opera del creato prima che fosse violentata da qualsiasi inquinamento ad opera dell’uomo. Questo nostro mondo è spesso danneggiato dalla nostra incuria – dichiara don Grieco – e dal nostro poco amore, tanto da non essere più in grado di provocare in noi lo stupore. Penso ad un seme, ad una zolla di terra, a una goccia d’acqua, a una foglia, realtà così piccole, tanto da far fatica a misurarle o apprezzarle; eppure milioni di questi piccoli doni popolano la nostra terra. Chiediamo solo un gesto di delicatezza verso la nostra amata terra perché tutto diventi opportunità, anche per il creato e non soltanto per l’uomo”.

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