Il Consiglio comunale sulla TARI è stato un pasticcio senza precedenti.

Sgarro: «Sulla TARI zero trasparenza e immotivati trionfalismi. Occorre cambiare rotta»

Il Consiglio comunale sulla TARI è stato un pasticcio senza precedenti. Non sono stati forniti ai consiglieri comunali gli atti necessari per una corretta valutazione delle proposte. Nonostante l’amministrazione fosse in possesso della validazione del PEF da parte di AGER da un mese, il consiglio è stato convocato all’ultimo momento, in via straordinaria, quasi in maniera carbonara. Su una voce che riguarda un terzo del bilancio e incide profondamente sul bilancio delle famiglie è un fatto inaccettabile. Alle domande poste in consiglio, inoltre, non è stata data alcuna risposta. La direttrice del Consorzio d’Igiene Ambientale, la dott.ssa Monica Abbenante, per l’occasione voce dell’amministrazione, ha sciorinato molte norme e pochi numeri, per poi “scappare” verso il consiglio Comunale di Stornarella, senza offrire alcuna possibilità di chiarezza e confronto su quanto detto.

Anche sulla TARI stanno uscendo numeri in libertà, come già successo per il bilancio. Come già successo lo scorso anno la riduzione della TARI sarà avvertita solo dai cittadini più abbienti, mentre gli altri o non avranno nessun particolare beneficio, o addirittura avranno un ulteriore seppur piccolo aumento. Solo per fare un esempio: una famiglia di quattro persone che abita in 200 mq di casa pagherà 100 euro in meno, mentre la stessa famiglia di 4 persone in 50 mq di casa pagherà 25 euro di più. Le agevolazioni proposte, infatti, sono di difficile applicazione e interesseranno poche famiglie. La tanto sbandierata equità sociale effettivamente cade perché c’è chi avrà più del 5% di riduzione e chi pagherà addirittura di più, così come non verrà di fatto mantenuto il principio comunitario del chi più inquina, più paga.

Non si capisce inoltre a quanto ammontino le riduzioni della TARI e i criteri per stabilire le esenzioni per le zone “non servite”. Il regolamento approvato, infatti, inserisce il calcolo a partire dalla distanza da un fantomatico “punto di raccolta” che nessuno però ha voluto o saputo spiegare in cosa consista, lasciando presagire un’arbitrarietà dell’applicazione delle riduzioni in favore dei cittadini già vista in passato. Nessuno ha risposto su questo, nemmeno la dott.ssa Abbenante, che sulla materia rappresenta la perfetta continuità con il passato, giacché era direttore del Consorzio all’epoca della chiusura degli impianti, del fallimento SIA e dell’aumento indiscriminato del 36% della TARI che ancora la cittadinanza sta pagando a fronte di un servizio evidentemente deficitario.  

Anche su tutta una serie di voci che gravano sulla TARI dei cittadini, infine, l’Amministrazione ha preferito glissare. Un atteggiamento di poca trasparenza che oggi fa essere sempre meno la casa comunale, quella casa di cristallo che tutti auspicavamo per la nostra città dopo il commissariamento per infiltrazioni mafiose.

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