Cerignola: Ancora una volta una minoranza criminale pretende di imporre la propria immagine
L’Azione Cattolica Diocesana di Cerignola-Ascoli Satriano esprime profonda preoccupazione
e indignazione per i due recenti assalti agli sportelli bancomat che hanno colpito la nostra città
a distanza di pochissimi giorni l’uno dall’altro.
La ripetizione di questi episodi non può essere considerata una casuale coincidenza.
Essa appare piuttosto come una provocazione deliberata, una sfida aperta alle istituzioni dello Stato e un ulteriore sfregio al volto di Cerignola, una città laboriosa, ricca di energie sane, di famiglie oneste, di giovani che costruiscono ogni giorno il proprio futuro nella legalità e nell’impegno civile.
Ancora una volta una minoranza criminale pretende di imporre la propria immagine all’esterno,
mortificando gli sforzi di quanti lavorano quotidianamente per il riscatto sociale e culturale del nostro
territorio. Non possiamo e non vogliamo rassegnarci a questa narrazione.
Facciamo nostre le parole che il Vescovo, Mons. Fabio Ciollaro, ha consegnato alla
Diocesi nel suo Messaggio per la Pasqua: «Ancora una volta è avvilito il nome di Cerignola. Li
chiamano “i cerignolani” ma certamente non sono loro il modello del nostro popolo. […] Che cosa
muove tutto questo apparato ramificato? L’appetito di denaro facile. Appetito di persone con la coscienza incallita, che non avvertono più quanto sia sporco quel denaro».
Parole che descrivono con lucidità una realtà che continua a ferire profondamente la nostra
comunità e che richiamano tutti a una responsabilità condivisa.
Lo stesso Vescovo ci ammonisce: «Se chiediamo un sussulto di coscienza civile ai grandi della terra e a chi vive accanto a noi, non possiamo esimerci dal chiederlo anche a noi stessi.
Dobbiamo stare attenti però che la nostra coscienza non si addormenti. Infatti, dobbiamo esaminarci e continuamente educarci, perché purtroppo, in tanti aspetti, siamo molto accomodanti».
Per questo l’Azione Cattolica Diocesana rinnova il proprio impegno educativo nella
formazione delle coscienze, nella promozione della cultura della legalità e nella costruzione di
una cittadinanza attiva e responsabile.
Tuttavia, accanto all’impegno educativo e culturale, è necessario che lo Stato manifesti concretamente la propria presenza sul territorio.
Riteniamo pertanto non più rinviabile un deciso potenziamento del Commissariato di
Pubblica Sicurezza di Cerignola, negli anni progressivamente impoverito di uomini, mezzi e
funzioni. Una città che da tempo combatte contro fenomeni criminali così radicati non può
essere lasciata sola né può subire ulteriori forme di declassamento operativo dei propri presidi
di sicurezza. Alle autorità competenti chiediamo interventi concreti, risorse adeguate e una rinnovata
attenzione verso una comunità che ha il diritto di sentirsi protetta e sostenuta nella sua aspirazione alla
legalità e allo sviluppo.
Ai cittadini rivolgiamo infine un appello a non cedere all’indifferenza, alla rassegnazione
o alla paura.
Cerignola non coincide con chi delinque.
Cerignola è fatta soprattutto da donne e uomini onesti che ogni giorno lavorano, educano, servono il bene comune e custodiscono la speranza di un futuro diverso.
Solo insieme, istituzioni, forze dell’ordine, associazioni, comunità ecclesiale e cittadini, potremo sottrarre spazio alla criminalità e restituire pienamente dignità al nome della nostra città.
La Presidenza diocesana di Azione Cattolica