Cerignola

Cerignola: LA CARITAS NON PUO’ ESSERE LASCIATA SOLA


La Caritas Diocesana di Cerignola – Ascoli Satriano, che insieme all’intera Chiesa diocesana e al
Vescovo Fabio promuove la sollecitudine verso i poveri, manifesta la propria viva preoccupazione
per la situazione in cui sono costretti a vivere i lavoratori stagionali accampati nella tendopoli di
fortuna di via Candela, ma anche per le condizioni in cui si ritrovano quotidianamente i residenti
della zona.
Le condizioni igienico-sanitarie, di sicurezza e di decoro dell’area non sono più sostenibili. Una
situazione che, purtroppo, era ampiamente prevedibile e che la Caritas ha segnalato e affrontato da
tempo, cercando fin dallo scorso mese di febbraio di individuare soluzioni condivise con le
istituzioni, ma senza giungere a risultati concreti.
La Caritas diocesana continua a fare la propria parte. È attiva la mensa presso la Casa della Carità,
sul Piano delle Fosse, grazie all’impegno quotidiano di numerosi volontari e volontarie, uomini e
donne, ragazzi e ragazze che hanno scelto di dedicare il proprio tempo per offrire un aiuto concreto a
persone che vivono in condizioni di estrema fragilità. Fondamentale è anche l’attività dell’Unità di
Strada e dei volontari che quasi quotidianamente raggiungono l’insediamento informale di Tre Titoli,
portando viveri, acqua, medicinali, cure, coperte, abbigliamento e garantendo, per quanto possibile,
ascolto supporto, orientamento e accompagnamento ai servizi. Ma accanto alle necessità assistenziali,
negli ultimi giorni si sono manifestate criticità sempre più preoccupanti anche sotto il profilo della
sicurezza, inclusi gli stessi operatori della Caritas.
Venerdì 11 settembre, ormai in piena emergenza,

la Caritas, insieme agli altri soggetti coinvolti, è
stata convocata presso la Prefettura di Foggia. Il Prefetto ha richiamato ciascun attore istituzionale
allo svolgimento delle proprie responsabilità e ha chiesto particolare attenzione all’aspetto della
sicurezza presso la Casa della Carità, definendola una priorità. Forse è tardi per una soluzione
definitiva nell’immediato, ma sicuramente si può e si deve fare molto di più per evitare che la
situazione precipiti.
Sinteticamente dall’incontro è emerso che:

  • l’Amministrazione comunale garantisca condizioni dignitose sotto il profilo igienico-sanitario e
    del decoro;
  • la Polizia e le Forze dell’ordine assicurino una maggiore presenza e vigilanza;
  • i servizi competenti effettuino interventi di pulizia, raccolta dei rifiuti e gestione ordinata degli
    spazi;
  • la Caritas continui a svolgere la propria azione di prossimità e solidarietà, ma vengano assicurate
    condizioni di sicurezza per operatori e volontari.
    La Caritas Diocesana non può essere lasciata sola. La situazione non può più essere definita
    semplicemente “emergenza”. Da anni chiediamo una collaborazione concreta e un’azione sinergica
    tra le istituzioni per garantire sicurezza, pulizia, decoro e dignità.

I lavoratori stagionali non sono un “problema della Caritas”. Sono persone che lavorano nel nostro
territorio e che contribuiscono, con il proprio lavoro, all’economia agricola e alla produzione
di cui tutti beneficiamo. Per questo è doveroso che anche la società civile, e in particolare le aziende
agricole e tutti coloro che quotidianamente assumono o beneficiano del lavoro di queste persone, si
assumano la propria responsabilità.
Solo attraverso l’azione sinergica di istituzioni, realtà sociali, mondo del lavoro e società civile sarà
possibile garantire condizioni più umane e dignitose ai lavoratori stagionali e, nello stesso tempo,
tutelare i residenti e l’intera comunità cerignolana. La dignità delle persone e la sicurezza della
comunità sono una responsabilità di tutti.

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